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<title>Music by Fabio Napodano a.k.a. It-Alien: &quot;il popolo della rete&quot;</title>
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<itunes:subtitle>sounding different since 1993</itunes:subtitle>
<itunes:summary>This is my music. I have started composing on 1993 using StarTrekker on Commodore Amiga, then switched to FastTracker 1 on PC, then FastTracker 2 and now I am using Renoise.</itunes:summary>
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<copyright>(C)2009 Fabio Napodano, distributed under &lt;a href=&quot;http://creativecommons.org/licenses/by-nd-nc/1.0/&quot; target=_BLANK&quot;&gt;Creative Commons&lt;/a&gt; license.</copyright>
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   <itunes:name>Fabio Napodano</itunes:name>
   <itunes:email>napodano@napodano.com</itunes:email>
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<managingEditor>napodano@napodano.com (Fabio Napodano)</managingEditor>
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   <title>Music by Fabio Napodano a.k.a. It-Alien</title>
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<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 03:51:33 +0200</pubDate>
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    <pubDate>Wed, 16 Dec 2009 10:19:00 +0100</pubDate>
    <title>&quot;il popolo della rete&quot;</title>
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    <itunes:subtitle>&#8220;Sono costretto a prorompere in un tristissimo&#8221; post.

	sono ormai mesi che ho sviluppato una forma di allergia nei confronti della definizione di cui all&#8217;oggetto, ormai abusata ovunque quando &#232; tempo di dare una non-notizia.

Su </itunes:subtitle>
    <itunes:summary>&#8220;Sono costretto a prorompere in un tristissimo&#8221; post.

	sono ormai mesi che ho sviluppato una forma di allergia nei confronti della definizione di cui all&#8217;oggetto, ormai abusata ovunque quando &#232; tempo di dare una non-notizia.

Su qualsiasi accadimento, per fortuna, &#232; tuttora possibile avere un&#8217;opinione e in ci&#242; non c&#8217;&#232; nulla di male, e non ce n&#8217;&#232; nemmeno nell&#8217;andare su Internet ad esprimerla, cosa che d&#8217;altra parte sto facendo io in questo momento.

Se gi&#224; ormai siamo abitu&#224;ti a vedere Internet come ricettacolo delle peggiori abiezioni del genere umano, viene da domandarsi come mai non si faccia lo stesso discorso nel momento in cui, sull&#8217;onda emozion&#224;le di qualche accadimento, orde di &#8220;cittadini della rete&#8221; si scaglino contro o a favore di questo qualcosa.

Per quale ragione, mi domando, a questi fenomeni dev&#8217;essere dato il nome di &#8220;popolo della rete&#8221;, non essendo possibile ricondurre la moltitudine di pensieri, opinioni, giudizi e pregiudizi di ciascuno sotto una singola etichetta. Da dove, dunque, hanno origine frasi come &#8220;il popolo della rete &#232; in subbuglio&#8221;, &#8220;si interroga&#8221;, &#8220;monta la protesta&#8221;, se il soggetto che compie queste azioni non esiste?

Un preciso, oserei dire enciclopedico, esempio di quanto questa definizione sia strumentale &#232; accaduto qualche giorno fa, quando il nostro presidente del consiglio, ahilui, &#232; stato colpito al v&#243;lto da una persona, rimanendo ferito. Immediatamente, orde di persone hanno compiuto azioni forse pi&#249; irrazionali di quella del contusore.

	Ne analizzo alcune:
a] diventare fan su Facebook di un finto profilo dell&#8217;aggressore:
naturalmente questo atteggiamento &#232; stato tenuto da chi gi&#224; da tempo si augurava che un evento del genere potesse accadere e, come se non bastasse, chi ha compiuto una simile idiozia ha anche avuto l&#8217;ottima idea di invitare chiunque via Facebook a fare lo stesso. Tralasciando il fatto che si tratta di un atto cretino in s&#233;, indipendentemente dalla parte politica cui si appartiene o per meglio dire si crede di appartenere, senza alcuna conseguenza positiva e con l&#8217;unico risultato di autoetichettarsi come imbecille davanti a milioni di persone, la cosa &#232; stata immediatamente strumentalizzata sia dai media, che hanno riportato scandalizz&#224;ti la notizia, finalmente per una volta distinguendo le persone della rete senza amalgamarle in un unico &#8220;popolo della rete&#8221;, sia dalla politica, che ne approfitta per minacciare nuove restrizioni all&#8217;opinione

	b] acquistare lo stesso tipo di souvenir che &#232; stato usato per colpire il premier:
questo &#232; un feticismo fantastico, che non smette di affascinarmi. mi ricorda un po&#8217; il turismo da notizia, non so perch&#233;.

	c] sostenere l&#8217;eminente contuso affiliandosi a gruppo opposto a quelo di cui al punto a]:
qui c&#8217;&#232; da raccontare un fenomeno divertente che, come spesso accade per i fenomeni divertenti, &#232; anche preoccupante: un paio di settimane fa avevo notato su Facebook la presenza diun gruppo dal nome &#8220;diciamo no a Facebook a pagamento nel 2010!! servono 15 minlioni di iscritti!!&#8221;. Inutile dire che si tratta della solita esca per boccaloni, tant&#8217;&#232; vero che, in massima parte, i suoi contenuti erano pubblicitari. Bene, dopo l&#8217;attacco sub&#236;to dal presidente del consiglio, il nome del gruppo &#232; cambiato (non sapevo nemmeno si potesse fare), diventando un gruppo di sostegno al ferito. Mi domando, e non conosco la risposta purtroppo, se gli iscritti abbiano ricevuto comunicazione automatica del cambio di nome, sta di fatto che anche questo accadimento &#232; sintomo di quanto facilmente si venga strumentalizzati in rete se ci si muove in maniera totalmente acritica.




&#200; incredibile: nemmeno di fronte all&#8217;aggressione di una carica dello Stato riusciamo ad essere compatti, ad essere &#8220;popolo&#8221;. Se ad essere stato colpito f&#243;sse stato un esponente della sinistra, il &#8220;popolo della destra&#8221; (naturalmente unanime, secondo i media e la politica) avrebbe gridato alla vittoria, mentre il &#8220;popolo della sinistra&#8221; avrebbe voluto la testa dell&#8217;aggressore e l&#8217;abolizione del Nuovo Partito Fascista.

Di tutti i media che ho ascoltato-visto-letto, solo RaiNews24 e Radio24 hanno preso queste notizie per quel che sono: dalla rete tendono naturalmente ad emergere solo i pensieri estremi, ed anche persone solitamente pi&#249; pacate, che mai compierebbero un gesto come quello di colpire un altro uomo, plaudono virtualmente; tanto cosa costa.. che ci vuole.. &#232; un click.. un click &#8220;anonimo&#8221;..

Non si riesce invece a ricondurre il fenomeno a quel che &#232;: il gesto folle di un folle, certamente frutto dell&#8217;esasperazione politica di cui abbiamo colpa tutti, in primis le parti politiche per averla creata, in secundis noi cittadini (sempre tutti, ovvio) per esserci caduti e continuare a caderci da anni ad ogni mezza provocazione di questa o quella parte politica. Ed ora che tutto ci&#242; &#232; sfociato in una aggressione, cosa facciamo? Di nuovo muro contro muro, faccia contro faccia.
Divisi.
Eppure, non si sa come sia possibile, su Internet saremo sempre e comunque &#8220;il popolo della rete&#8221;.</itunes:summary>

    <description>&lt;p&gt;&amp;#8220;Sono costretto a prorompere in un tristissimo&amp;#8221; post.&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;sono ormai mesi che ho sviluppato una forma di allergia nei confronti della definizione di cui all&amp;#8217;oggetto, ormai abusata ovunque quando &amp;#232; tempo di dare una non-notizia.&lt;br /&gt;
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Su qualsiasi accadimento, per fortuna, &amp;#232; tuttora possibile avere un&amp;#8217;opinione e in ci&amp;#242; non c&amp;#8217;&amp;#232; nulla di male, e non ce n&amp;#8217;&amp;#232; nemmeno nell&amp;#8217;andare su Internet ad esprimerla, cosa che d&amp;#8217;altra parte sto facendo io in questo momento.&lt;br /&gt;
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Se gi&amp;#224; ormai siamo abitu&amp;#224;ti a vedere Internet come ricettacolo delle peggiori abiezioni del genere umano, viene da domandarsi come mai non si faccia lo stesso discorso nel momento in cui, sull&amp;#8217;onda emozion&amp;#224;le di qualche accadimento, orde di &amp;#8220;cittadini della rete&amp;#8221; si scaglino contro o a favore di questo qualcosa.&lt;br /&gt;
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Per quale ragione, mi domando, a questi fenomeni dev&amp;#8217;essere dato il nome di &amp;#8220;popolo della rete&amp;#8221;, non essendo possibile ricondurre la moltitudine di pensieri, opinioni, giudizi e pregiudizi di ciascuno sotto una singola etichetta. Da dove, dunque, hanno origine frasi come &amp;#8220;il popolo della rete &amp;#232; in subbuglio&amp;#8221;, &amp;#8220;si interroga&amp;#8221;, &amp;#8220;monta la protesta&amp;#8221;, se il soggetto che compie queste azioni non esiste?&lt;br /&gt;
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Un preciso, oserei dire enciclopedico, esempio di quanto questa definizione sia strumentale &amp;#232; accaduto qualche giorno fa, quando il nostro presidente del consiglio, ahilui, &amp;#232; stato colpito al v&amp;#243;lto da una persona, rimanendo ferito. Immediatamente, orde di persone hanno compiuto azioni forse pi&amp;#249; irrazionali di quella del contusore.&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Ne analizzo alcune:&lt;br /&gt;
a] &lt;b&gt;diventare fan su Facebook di un finto profilo dell&amp;#8217;aggressore:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
naturalmente questo atteggiamento &amp;#232; stato tenuto da chi gi&amp;#224; da tempo si augurava che un evento del genere potesse accadere e, come se non bastasse, chi ha compiuto una simile idiozia ha anche avuto l&amp;#8217;ottima idea di invitare chiunque via Facebook a fare lo stesso. Tralasciando il fatto che si tratta di un atto cretino in s&amp;#233;, indipendentemente dalla parte politica cui si appartiene o per meglio dire si crede di appartenere, senza alcuna conseguenza positiva e con l&amp;#8217;unico risultato di autoetichettarsi come imbecille davanti a milioni di persone, la cosa &amp;#232; stata immediatamente strumentalizzata sia dai media, che hanno riportato scandalizz&amp;#224;ti la notizia, finalmente per una volta distinguendo le persone della rete senza amalgamarle in un unico &amp;#8220;popolo della rete&amp;#8221;, sia dalla politica, che ne approfitta per minacciare nuove restrizioni all&amp;#8217;opinione&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;b] &lt;b&gt;acquistare lo stesso tipo di souvenir che &amp;#232; stato usato per colpire il premier:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
questo &amp;#232; un feticismo fantastico, che non smette di affascinarmi. mi ricorda un po&amp;#8217; il turismo da notizia, non so perch&amp;#233;.&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;&lt;b&gt;c] sostenere l&amp;#8217;eminente contuso affiliandosi a gruppo opposto a quelo di cui al punto a]:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
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&amp;#200; incredibile: nemmeno di fronte all&amp;#8217;aggressione di una carica dello Stato riusciamo ad essere compatti, ad essere &amp;#8220;popolo&amp;#8221;. Se ad essere stato colpito f&amp;#243;sse stato un esponente della sinistra, il &amp;#8220;popolo della destra&amp;#8221; (naturalmente unanime, secondo i media e la politica) avrebbe gridato alla vittoria, mentre il &amp;#8220;popolo della sinistra&amp;#8221; avrebbe voluto la testa dell&amp;#8217;aggressore e l&amp;#8217;abolizione del Nuovo Partito Fascista.&lt;br /&gt;
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Di tutti i media che ho ascoltato-visto-letto, solo RaiNews24 e Radio24 hanno preso queste notizie per quel che sono: dalla rete tendono naturalmente ad emergere solo i pensieri estremi, ed anche persone solitamente pi&amp;#249; pacate, che mai compierebbero un gesto come quello di colpire un altro uomo, plaudono virtualmente; tanto cosa costa.. che ci vuole.. &amp;#232; un click.. un click &amp;#8220;anonimo&amp;#8221;..&lt;br /&gt;
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Non si riesce invece a ricondurre il fenomeno a quel che &amp;#232;: il gesto folle di un folle, certamente frutto dell&amp;#8217;esasperazione politica di cui abbiamo colpa tutti, in primis le parti politiche per averla creata, in secundis noi cittadini (sempre tutti, ovvio) per esserci caduti e continuare a caderci da anni ad ogni mezza provocazione di questa o quella parte politica. Ed ora che tutto ci&amp;#242; &amp;#232; sfociato in una aggressione, cosa facciamo? Di nuovo muro contro muro, faccia contro faccia.&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
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Eppure, non si sa come sia possibile, su Internet saremo sempre e comunque &amp;#8220;il popolo della rete&amp;#8221;.&lt;/p&gt;</description>

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