28/8/97
A meno che non siate di un altro pianeta (io sono giustificato), avrete visto
una volta nella vostra vita un ciclomotore "Sì".
Molti di voi sapranno che il serbatotio della miscela è chiuso da un
sofisticatissimo tappo composto dei seguenti componenti:
- Un tappo di plastica
- Una asticella segnalatrice del livello di miscela
Ai possessori di tali motorini sarà facilmente capitato di trovarsi un giorno
privati del proprio fedelissimo tappo della miscela, oggetto dal valore
commerciale infimo, ma senza dubbio di altissimo valore sentimentale per
il proprietario.
Cosa spinge dunque un essere umano a privare un suo simile di cotanto
oggetto?
Poniamo che vi si rompa l'asticella.
"Fa niente", direte voi, ma ben presto sarete colti, non appena
vedrete un altro scintillante tappo nel pieno delle sue funzioni lì pronto per
essere asportato e preso in prestito a tempo indeterminato, da una smania
irrefrenabile di appropriarvene.
Del resto, le alternative sarebbero tenersi il tappo vecchio o spendere
le probabili (e spropositate) 2.000 lire per il pezzo nuovo dall'officina.
A questo punto, punto chiave di molti dei temi tiepidi, il ragionamento
si estende facilmente
all'infinito: statisticamente al mondo c'è sempre almeno un
motorino senza asticella indicatrice della miscela.
Potrete sopravvivere ora che lo sapete?