5/12/96
No, nulla a che vedere con le recenti innovazioni nel campo dell'automazione
nella guida. parliamo di quei parcheggi in doppia fila (e oltre) effettuati in presenza
di posti liberi, che sempre più spesso stanno intralciando il traffico della mia città,
ma credo anche di tutte le città italiane.
Ne ho visti di tutti i tipi:
-Quelli che si mettono in seconda fila davanti a un posto vuoto:
Questa categora di solito parcheggia così perché non ha tempo di parcheggiare,
o non lo sa fare o, dato che non lo sa fare bene, non ha il tempo per farlo.
Ma il bello è che parcheggia sempre davanti ad un posto vuoto, per mettersi la
coscienza a posto, dimostrando la "buona volontà" di voler parcheggiare, e
ovviamente occupando un potenziale posto libero.
-Quelli che parcheggiano in seconda fila sulle strisce pedonali:
Sono quelli che applicano il ragionamento precedente nel caso in cui l'unico posto
libero sia quello sulle strisce pedonali (caso raro, dato che di solito sono occupate
per prime). Si parla in tal caso, ed in quelli in cui vi sarebbe infrazione anche in
prima fila, di divieto di sosta virtuale.
-Quelli che parcheggiano in terza fila virtuale:
I motivi di tale azione possono essere i più vari. Di solito ciò avviene quando due
persone che si sono incontrate stando nelle rispettive macchine si fermano a
parlare da finestrino a finestrino, ma esistono varianti a tre nelle quali a dover
parlare sono il terzo ed il primo, che stava già parlando col secondo, il quale farà
da tramite.
-Motorini in seconda fila:
Sì, è proprio vero! Ho visto spesso dei motorini parcheggiati davanti alle portiere
delle auto o davanti a altri motorini. Cosa spinge i conduttori dei motorini a
fare cio? Se lo avete capito, sapete dove trovarmi...
-Parcheggi virtuali consecutivi:
Si hanno quando, pur in presenza di N posti liberi, N amici che si fermano per
salutarsi parcheggiano uno dopo l'altro virtualmente o, ancora peggio, se ci sono
N-1 posti disponibili, essi non parcheggeranno N-1 volte normalmente e 1 in
seconda fila, ma tutti e N in fila virtuale. Vi assicuro che mi è capitato varie volte
di restare bloccato in macchina per colpa dell' Nesimo, unico a essere stato
costretto a parcheggiare in seconda fila reale..
-Parcheggi virtuali ibridi:
Un esempio splendido è quello di un automobilista che vidi percorrere un'intera
strada sulla corsia sinistra a marcia indietro, imboccare l'incrocio svoltando a
sinistra sempre a marcia indietro e infine lasciare l'auto in divieto di sosta virtuale
metà sulle strisce e metà davanti a un cassonetto. (nota per gli avellinesi: le vie
menzionate sono via DeConcilii e il C.so V.E.) Nello stesso caso rientrano
quelle auto lasciate metà davanti a un posto libero e metà a bloccare un'altra auto.
Il più delle volte arriva un'altra auto che parcheggia nel posto libero bloccando
così definitivamente il "secondafilato".
-Seconda fila degenerata:
Un altro classico. E' il caso in cui il conducente ha lasciato la sua auto in seconda
fila reale intorno alle 14, per cui in breve tempo la strada si è svuotata, lasciando
l'auto sconsolatamente in seconda fila virtuale. Di solito un'auto di passaggio
evita l'ostacolo passando a destra. Umiliante.
-Sosta d'emergenza virtuale:
Una delle mie preferite. Va affermandosi in questi giorni e rappresente una delle
maggiori distorsioni del pensiero dell'automobilista. E' il caso della macchina
lasciata ove il parcheggio è consentito, ma comunque con le 4 frecce accese. Un
motivo per tale gesto può essere la totale ignoranza delle norme di parcheggio,
il dubbio sulla correttezza della propria posizione o semplicemente l'abitudine a
parcheggiare in seconda fila con le istituzionali 4 frecce. Splendido.
Inutile dire che veri esperti del parcheggio virtuale sono i conducenti delle auto
della polizia, che spesso per occuparsi di una qualche infrazione al codice,
lasciano l'automezzo negli stessi luoghi dove verrebbe multato un semplice
automobilista.
AGGIORNAMENTO: mi è stato segnalato (da una persona che ha preferito
restare anonima) e ho verificato la "Quarta fila da tabaccaio" presso il Tribunale di
Avellino: il fenomeno scaturisce appunto dalla presenza di un punto vendita di Sali e
Tabacchi nelle vicinanze del Tribunale (ora trasferitosi).
Tenendo presente che un fumatore ha già di per se un alto senso del rispetto
verso il prossimo, è facile capire come tale fenomeno possa verificarsi:
entriamo nella mente di un fumatore che vede tre macchine parcheggiate in fila:
"Se loro sono andati a comprare le sigarette, perché non posso andarci io?"
e dunque parcheggia in quarta fila, con le canoniche quattro frecce da "emergenza
nicotina".
Naturalmente il primo a uscire dal Sali & Tabacchi sarà colui il quale
avrà la macchina parcheggiata più internamente, cosa che rende il
meccanismo, peraltro perennemente dinamico, della "quarta fila da tabaccaio" ancora
più perverso. Meno male che tale casino sia almeno giustificato dal dover
acquistare degli splendidi cilindri di carta con dentro foglie e catrame...
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