21/10/96
Moltissime persone alla guida delle proprie automobili senza passeggeri, si
dimenticano dell'ambiente circostante ed iniziano a parlare da sole...
Fino a qua tutto rientra nei normali problemi psicologici dell'italiano medio.
I soggetti davvero preoccupanti sono quelli che parlano solo in curva: un
discorso che, in poche battute, mette in luce tutti i drammi esistenziali del
protagonista. Una volta ho visto distintamente una signora, avendo impegnato un incorcio dopo una
30 di secondi di silente attesa, dire:
"U'mmaronna mia ce l'aggio fatta finalmente! A'faccia mia e quant'è brutta 'sta
strada, ma quilli 'r'o comune se ne fottino e' asfaltà 'no poco 'nterra sulo
quando anna esse eletti?! Quello perciò l'Italia non va avanti, perché ci sta
la corruzione, lo speculato... Ah quillo santo Dipietro dico io, ma pecché se
n'è jjuto?! Ie e ttasse che è pajo a ffà?! Tanto loro vanno rinto e Mmercedès,
quelle tenino i sedili in pelle, l'aria condizionale, che se ne fottino dei
buchi nella strada! Allora mò che devo fare io? Mi devo comprare pure io la
Mercedès con i soldi delle tasse e lasciamo la strada come sta? Tanto quella
pure così rimane..." e ha finalmente terminato la curva.
Naturalmente non possiamo pensare che lo spazio si dilati a piacimento in modo
da permettere ai guidatori di terminare i loro discorsi, per cui vediamo che
la lunghezza del discorso è direttamente proporzionale alle condizioni della
strada e alla difficoltà della curva, e inversamente proporzionale alla velocità
con cui questa viene affrontata.
Ciò spiega come mai nelle curve diminuiamo la velocità.
Prego insultare
qui...