22/06/2004
Per rispondere ai dubbi esistenziali di Nicoletta,
specchio (abbellente) al femminile di me, benché sociologa.


A tratti, contratti,
ritratti nei quadri con docili tratti,
i conti andati ritornano, ed ornano
quadrati le altrimenti spoglie pareti
dei castelli in cui i parenti
conservano le loro spoglie, vestite
delle vestigia di ostici
tempi andati e di gustosi astici,
mangiàti in lussuose osterie
senza fare i conti,
quelli che non tornano, con l'oste.
Ostacoli continui ai conti,
sono superàti con iperbolici contigui ponti,
e decàde, dècade dopo dècade,
il decimàle mistero dei numeri,
prima i primi, poi i conti, poi i reali.
Derivando integralmente le nostre quadrate radìci
dai molteplici esponenti troppo presto sottratti
all'insieme dei vivi,
vivi, ti dico, con memoria
dei conti contenti con tanti contanti e con servi,
e che mai si tenti, attenti,
di attentare al fulgido ricordo
cordiale che di essi noi tutti,
forse un po' più tonti e senza servi,
conserviamo.


spazio di riflessione